Messa all’asta la prima chitarra elettrica di George Harrison

Messa all’asta la prima chitarra elettrica di George Harrison

Messa all'asta la prima chitarra elettrica di George Harrison

Harrison aveva scambiato la sua chitarra acustica per il modello elettrico con Ray Ennis.

Ora quel modello sarà venduto all’asta

Il 19 maggio sarà messa all’asta la prima chitarra elettrica di George Harrison.

La casa d’aste Julien’s Auctions si occuperà della vendita presso l’Hard Rock Cafe di New York City.

Sul profilo Instagram della Julien’s Auctions si legge infatti:

«Harrison ha suonato l’Hoffner Club 40 quando i Beatles hanno suonato a Liverpool, in Inghilterra,

come i The Quarrymen. Harrison ha scambiato la sua chitarra acustica per il modello elettrico

con Ray Ennis, che era un membro della Swinging Blue Jeans.

Harrison lo ha donato a una competizione tra band nel 1965

ed è stato vinto da un membro di un gruppo tedesco morto nel 2017.

La sua vedova lo sta mettendo all’asta.

La casa d’aste stima che la chitarra sarà venduta tra i 200.000 e i 300.000$».

È all’asta anche una Fender Telecaster 1965 di Robbie Robertson (dei “The Band”)

e suonata da George Harrison, Eric Clapton e Bob Dylan.

Si stima che sarà venduta tra i 400.000 e i 600.000$.

Contemporaneamente la “HariSongs”, etichetta discografica che si dedica alla musica indiana di Harrison,

ha recentemente lanciato due titoli “Chants of India” e “Ravi Shankar e Ali Akbar Khan’s Live In Concert 1972”.

Nel 1973 tramite AXS, Harrison aveva dichiarato:

«Nel 1966, grazie alla grazia di Dio,

la mia vita fu benedetta e accresciuta dall’improvviso desiderio di indagare sulla musica classica dell’India.

Anche se intellettualmente, non riuscivo a capirlo

la musica aveva più senso per me di qualsiasi altra cosa avessi mai sentito nella mia vita.

Quando ho letto che Ravi aveva detto che sentiva di aver solo iniziato, sono stato sopraffatto,

mi sono sentito avvilito e incoraggiato a cercare di capire la musica e l’uomo molto di più.

Spero che questa musica possa aiutare un po’, a nutrire la ricchezza dell’Occidente. Solo Dio sa».

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